È solo simpatia o vera attrazione? La risposta è negli occhi
Sebbene decifrare i segnali del corpo sia un’arte complessa, la scienza suggerisce che la risposta potrebbe essere scritta proprio “nero su nero”, al centro degli occhi di chi abbiamo di fronte
Articolo di Valentina Arcovio per Repubblica
È il dilemma che tormenta i single di tutto il mondo, dai banchi di scuola ai tavoli dei ristoranti: gli piaccio davvero o sta solo cercando di non essere scortese? Sebbene decifrare i segnali del corpo sia un’arte complessa, la scienza suggerisce che la risposta potrebbe essere scritta proprio “nero su nero”, al centro degli occhi di chi abbiamo di fronte. Secondo Amanda Meyer e Monika Zimanyi, esperte di anatomia alla James Cook University, quel cliché dei romanzi rosa sulle pupille che si dilatano per la passione non è solo una licenza poetica. È biologia! “Quando le pupille di chi ci sta di fronte si dilatano può significare che c’è un interesse, un’attrazione”, conferma Claudio Mencacci, direttore emerito di psichiatria all’ospedale Fatebenefratelli di Milano e co-presidente della Società Italiana di Neuro Psico Farmacologia (Sinpf).
Le sei “f”
Gli occhi dunque possono essere davvero una finestra su quello che l’altro prova. La pupilla, in particolare, è quel foro che si espande e si contrae per regolare la luce. Questo movimento è gestito da due sistemi in perenne equilibrio: il sistema parasimpatico, quello del “riposo e digestione” che fa contrarre la pupilla; e il sistema simpatico, quello del “combatti o fuggi” che, come una molla, la allarga. “È proprio quest’ultimo a scattare quando proviamo attrazione”, conferma. Solitamente le pupille si dilatano in risposta a sei stimoli, chiamati “sei f”: (lotta), flee (fuga), feed (nutrimento), focus (concentrazione), fix (l’effetto di sostanze) e, naturalmente, fornicate (desiderio sessuale).
Differenze tra uomini e donne
Non tutti gli occhi, però, reagiscono allo stesso modo. Una ricerca del 2021 citata da Meyer e Zimanyi ha evidenziato una netta differenza di genere nella “sincerità” oculare. Gli uomini sono più “diretti”: le pupille maschili si dilatano in modo speculare alle preferenze sessuali dichiarate. Se un uomo eterosessuale vede un’immagine erotica femminile, il suo sguardo “si apre”; lo stesso vale per un uomo omosessuale di fronte a un’immagine maschile. Le donne sono più sfumate: la risposta pupillare femminile è più variabile. Lo studio ha rivelato che le donne eterosessuali mostrano una dilatazione significativa sia davanti a immagini maschili che femminili, rendendo il segnale più complesso da interpretare come indicatore esclusivo di attrazione.
Il contagio
La vera magia, però, avviene quando i due sguardi si incrociano. Esiste un fenomeno chiamato “mimica pupillare” o “contagio della pupilla”: quando siamo attratti da qualcuno, le nostre pupille tendono a sincronizzarsi con le sue. È una danza subconscia che riflette una sintonia profonda, simile a quando i battiti del cuore di due innamorati iniziano a correre allo stesso ritmo. “La sincronia della dilatazione tra due persone è legata a una maggiore attrazione reciproca”, sottolineano le scienziate su The Conversation. “Dimostra che gran parte della nostra connessione è totalmente inconscia”, aggiungono.
Avvertimento
Ma attenzione. “Una leggera dilatazione della pupilla può anche non significare nulla o almeno può anche non indicare un’attrazione”, sottolinea Mencacci. Per cui prima di correre a comprare una lente d’ingrandimento per il prossimo appuntamento, è bene tenere in debita considerazione il contesto. “Le pupille possono ingrandirsi per tantissimi motivi diversi: ad esempio per paura, per uno sforzo cognitivo o, molto più banalmente, perché si è stanchi”, precisa Mencacci. Meglio quindi non fare troppo affidamento su quello che vediamo negli occhi degli altri, ma valutare i segnali che arrivano nel loro complesso.