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Minori imputabili: a 14 anni “maturi a giorni alterni”.

Minori imputabili: a 14 anni “maturi a giorni alterni”.

La nuova normativa sull’imputabilità dei minori introduce un importante cambio di paradigma: dai 14 anni la capacità di intendere e di volere viene presunta, salvo prova contraria.

Intervistato da LaPresse, il co-presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF), Claudio Mencacci, invita però a ricordare che lo sviluppo del cervello adolescenziale non segue un percorso lineare. «A 14 anni si è maturi a giorni alterni. La maturità non è un interruttore che si accende improvvisamente: il cervello è ancora in evoluzione e alterna momenti di maggiore consapevolezza ad altri caratterizzati da impulsività.»

Secondo Mencacci, la novità più significativa riguarda l’inversione dell’onere della prova: sarà necessario dimostrare, attraverso valutazioni cliniche e psichiatriche, l’eventuale presenza di condizioni che abbiano compromesso la capacità di intendere e di volere al momento del fatto. Questo potrebbe determinare un importante incremento delle consulenze psichiatriche forensi, chiamate a documentare con precisione eventuali disturbi del neurosviluppo, deficit cognitivi o altre condizioni cliniche rilevanti.

L’intervista richiama l’attenzione su un tema centrale per la neuropsicofarmacologia e la salute mentale dell’adolescenza: comprendere il funzionamento del cervello in età evolutiva è fondamentale per coniugare responsabilità, tutela e appropriatezza delle valutazioni cliniche.

Link Articolo: Minori imputabili: a 14 anni “maturi a giorni alterni”. Lo psichiatra e l’esplosione delle consulenze – LaPresse

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