Benvenuti in SINPF. Per richiedere informazioni contattaci:
+39 (06) 876 781 54
segreteriasinpf@morecomunicazione.it

Estate e volontariato: ecco perché aiutare gli altri fa bene anche agli adolescenti

Articolo di Cinzia Testa per il Corriere della Sera

C’è chi dà una mano coi bambini più piccoli, chi si imbarca e va per il Mediterraneo a pulire il mare e chi invece lo fa sulla terraferma, tra boschi e spiagge. Sono gli adolescenti di oggi, impegnati in attività di volontariato.

Le offerte sono innumerevoli. È sufficiente digitare su Google «adolescenti volontariato estate» per trovare un’infinità di proposte, con la possibilità di partecipare a esperienze presso comunità o associazioni impegnate in attività e progetti sociali. I benefici? Tanti. Li evidenzia ad esempio uno degli studi più importanti di questi ultimi anni, condotto su quasi 52.000 bambini e adolescenti statunitensi tra i 6 e i 17 anni. Il volontariato, sottolineano gli autori, è associato a una maggiore probabilità che bambini e adolescenti godano di un’ottima o molto buona salute e di un elevato livello di benessere psicologico. «Il volontariato insegna prima di tutto a cooperare e a lavorare con gli altri e questo vale a tutte le età», sottolinea Claudio Mencacci psichiatra e co-Presidente SINPF, Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia. «Dal punto di vista cerebrale rafforza quelli che chiamiamo i circuiti della regolazione emotiva e dell’empatia, cioè la capacità di comprendere le emozioni altrui, mettersi nei panni dell’altro e costruire relazioni positive. Inoltre attiva i circuiti della ricompensa, favorendo il rilascio di sostanze come dopamina e ossitocina, che sono legate al benessere, alla motivazione e ai comportamenti prosociali. In altre parole, aiutare gli altri genera una gratificazione autentica e rafforza il desiderio di continuare a farlo».

«Si riducono anche quella inevitabile sorta di egocentrismo e a volte anche di narcisismo tipico dell’età, perché grazie a queste esperienze nell’adolescente aumenta la capacità di provare empatia nei confronti degli altri». Accade anche quando il volontariato consiste in attività a contatto con la natura. «Per i giovani questo è particolarmente importante, perché li aiuta a capire che le loro azioni possono produrre un cambiamento reale», dice Mencacci. «È la forma più concreta di educazione civica: non un concetto teorico, ma un’esperienza vissuta, che insegna il valore della partecipazione, della responsabilità e dell’impegno verso gli altri». Addio dunque alle vacanze studio all’estero? No, cambiano solo “abito”. Anzi, diventa più divertente imparare una lingua straniera. «Al termine dell’anno scolastico, ritornare sui banchi di scuola anche se in un altro contesto e in un altro Stato, non sempre viene vissuto bene», chiarisce Mencacci. «Il volontariato spesso è una realtà internazionale e si convive con coetanei di altre nazioni. Questo fa sì che si parli in un’altra lingua, si ha un confronto con altre esperienze. È un’ottima scuola. Sentire di far parte di una collettività, di un gruppo internazionale con cui condividere valori, obiettivi e un’identità comune, è un aiuto ineguagliabile per preparare l’adolescente a vivere la sua vita da adulto cosmopolita».