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Disagio mentale nei minori, in Lombardia numeri senza precedenti. Oltre 140.000 visite, +169% di ricoveri e 6.500 accessi in pronto soccorso.

La domanda di assistenza in neuropsichiatria infantile è raddoppiata in 15 anni. Crescono comorbidità, dipendenze e accessi in emergenza. Mencacci e Bertolaso: “Un’emergenza nazionale che richiede risposte tempestive e integrate”

I numeri in evidenza al congresso della Società di neuropsicofarmacologia, in corso a Milano. Oltre 140.000 visite di neuropsichiatria infantile nel 2025, 6.500 accessi in pronto soccorso di minori per problemi psichiatrici, un aumento del 169% dei ricoveri impegnativi rispetto a cinque anni fa. A fronte di questi dati, il disagio mentale in età evolutiva si conferma una delle principali emergenze sanitarie e sociali del Paese. Questi numeri, relativi alla Lombardia, ma omogenei sul territorio nazionale, sono stati presentati questo pomeriggio in apertura del congresso nazionale della SINPF, la Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, in corso a Milano, dall’assessore alla Salute della Regione, Guido Bertolaso, insieme ai presidenti SINPF, Claudio Mencacci e Matteo Balestrieri

La situazione nazionale
“Servono risposte tempestive per attivare interventi efficaci – sottolinea Claudio Mencacci, anche professore emerito di Neuroscienze al Fatebenefratelli di Milano –. I dati mostrano una vera e propria esplosione del disagio adolescenziale. Quelli della Lombardia sono numeri importanti, ma il fenomeno è diffuso su tutto il territorio nazionale”. Negli ultimi 15 anni, spiega Mencacci, la domanda di assistenza in ambito psichiatrico giovanile è cresciuta tra il 25% e il 35%, con un aumento significativo delle comorbidità, in particolare con le dipendenze: “Non solo da sostanze, ma anche comportamentali e tecnologiche. Per questo la collaborazione avviata con la Regione Lombardia e con i SERD (servizi pubblici per le dipendenze) è fondamentale: ci troviamo di fronte a un’emergenza che non è solo neuroevolutiva, ma anche sociale”. “In questo scenario – ha aggiunto Matteo Balestrieri, già professore di Psichiatria all’università di Udine – il contributo della neuropsicofarmacologia e dei servizi del futuro dovrà essere sempre più orientato a intercettare il disagio nelle fasi precoci, quando i disturbi iniziano a manifestarsi, spesso prima ancora di entrare in contatto con i servizi tradizionali”.

La situazione lombarda
Un quadro che trova conferma nei dati regionali illustrati dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso. “Nel 2025 in Lombardia sono state effettuate oltre 140.000 visite di neuropsichiatria infantile, il numero più alto mai registrato. La domanda rivolta alle unità operative di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza è raddoppiata negli ultimi 15 anni, mentre l’età di esordio delle patologie si è progressivamente abbassata e la complessità clinica è aumentata”. A destare particolare preoccupazione sono gli accessi in emergenza: “Gli accessi al pronto soccorso dei minori per problemi psichiatrici hanno raggiunto 6.500 casi nel 2025 – prosegue Bertolaso –. I tentativi di autolesionismo sono in crescita e i ricoveri impegnativi per disturbi psichiatrici segnano un incremento del 169% rispetto a cinque anni fa. Sono numeri che ci dicono chiaramente che il sistema deve evolvere”. Per rispondere a questa pressione crescente, la Regione Lombardia ha promosso un lavoro congiunto che ha coinvolto psichiatri, neuropsichiatri infantili ed esperti dell’emergenza-urgenza, arrivando all’approvazione, a fine dello scorso anno, di una delibera dedicata alla gestione dell’adolescente in situazioni di urgenza, con l’obiettivo di superare il rimpallo di responsabilità tra servizi, pronto soccorso e territorio.

«Non esistono soluzioni semplici – conclude Bertolaso – ma con organizzazione, competenza e collaborazione è possibile fare passi avanti concreti. Le soluzioni si possono trovare, a patto che la politica sia disponibile a seguirle e a renderle operative».