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Lo sport ci allena, dall'imprevisto all'azione l'ansia diventa alleata

Effetto positivo o negativo? Entrambi, ma bisogna saperli gestire. Olimpiadi e non solo, gli psichiatri Balestrieri e Mencacci: «lo stress da prestazione può essere regolato con il giusto training».

Articolo di Carla Massi per il Messaggero | link – Lo sport ci allena, dall’imprevisto all’azione l’ansia diventa alleata

Riassunto articolo – L’ansia ha una doppia natura: può essere una forza che attiva e prepara all’azione oppure un ostacolo che blocca mente e corpo. La differenza sta nell’intensità e nella capacità di gestirla.

In occasione delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, la Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF) invita i medici a considerare l’attività fisica come una vera terapia contro ansia e depressione, da prescrivere con la stessa sistematicità di un farmaco.

Secondo i presidenti Matteo Balestrieri e Claudio Mencacci, lo sport agisce sui sistemi dopaminergici e serotoninergici, migliorando umore, vigilanza e capacità decisionale. L’ansia da prestazione, spiegano, non è patologica di per sé: è un meccanismo adattivo che prepara all’azione, ma diventa disfunzionale quando supera una certa soglia.

Numerosi studi confermano i benefici dell’attività fisica. Una ricerca dell’Università del Sichuan mostra che nei giovani bastano 20 minuti di attività moderata tre volte a settimana per ridurre il rischio di ansia e depressione fino al 22%. Lo sport migliora inoltre gestione dello stress, qualità del sonno e funzioni cognitive.

Il messaggio degli esperti è chiaro: l’ansia non va eliminata, ma governata. Con il giusto training fisico e mentale può trasformarsi da ostacolo a risorsa.