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Pena di morte in diretta streaming, Mencacci (SINPF): «La giustizia non deve trasformarsi in vendetta»

La prospettiva di un’esecuzione capitale pubblica e trasmessa in diretta streaming negli Stati Uniti riapre il dibattito sulle conseguenze psicologiche e sociali della spettacolarizzazione della violenza. Intervistato dall’agenzia Dire, Claudio Mencacci, co-presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF), mette in guardia dai rischi di un ritorno a rituali collettivi che sembravano appartenere al passato.

Al centro della vicenda c’è l’annuncio della fucilazione di Nidal Hasan, responsabile della strage di Fort Hood del 2009, nella quale persero la vita 13 persone. Secondo Mencacci, trasformare una condanna a morte in uno spettacolo pubblico rischia di alimentare sentimenti di vendetta, rafforzare la contrapposizione tra bene e male e presentare la violenza come uno strumento legittimo per ristabilire l’ordine sociale.

Particolarmente delicato è l’impatto sulle nuove generazioni. La diffusione digitale di immagini violente, osserva lo psichiatra, può contribuire a rendere sempre più labile il confine tra realtà e rappresentazione virtuale, favorendo curiosità morbosa, desensibilizzazione e processi di deumanizzazione del condannato.

La distinzione tra giustizia e vendetta rappresenta il punto centrale della riflessione. La vendetta nasce dal desiderio di infliggere sofferenza a chi ha provocato un danno; la giustizia, invece, deve accertare le responsabilità, applicare sanzioni proporzionate, proteggere le vittime e prevenire nuove violazioni, promuovendo, quando possibile, percorsi di riparazione.

Mencacci richiama anche la responsabilità educativa degli adulti: non è possibile chiedere ai giovani di rifiutare la violenza se i comportamenti e i messaggi della società finiscono per legittimarla. Educare al rispetto delle regole significa promuovere una coscienza morale fondata non soltanto sulla paura della punizione, ma anche sull’empatia, sulla responsabilità e sul rispetto della dignità umana.

La spettacolarizzazione di una condanna a morte, conclude Mencacci, rischia inoltre di creare un precedente capace di favorire dinamiche di imitazione ed emulazione. Un pericolo che richiama la necessità di difendere una cultura della giustizia distinta dalla logica della vendetta e dell’umiliazione pubblica.

Fonte: Agenzia Dire – Intervista a Claudio Mencacci, co-presidente SINPF.
Link: 
Dalla ghigliottina alla diretta streaming: quando la pena di morte diventa uno show – DIRE.it