Numeri in crescita, ma 1 su 2 abbandona le cure. Il 4 marzo la giornata mondiale | Riassunto articolo uscito su ANSA a cura di Silvia Serafini.
L’obesità rappresenta una vera “pandemia non trasmissibile”, come definita dall’OMS, che nel mondo riguarda oltre un miliardo di persone. In Italia colpisce circa 6 milioni di cittadini (12% della popolazione), mentre quasi la metà degli adulti (47%) è in sovrappeso. Il problema riguarda anche i più giovani: un bambino su tre presenta eccesso di peso.
Nonostante 3 italiani su 4 riconoscano l’obesità come un grave rischio per la salute, solo il 2,7% si percepisce obeso, evidenziando un forte divario tra consapevolezza e percezione di sé.
Un’altra criticità riguarda l’aderenza alle cure: un paziente su due interrompe il trattamento entro il primo anno, rendendo difficile la gestione a lungo termine di questa patologia cronica.
Secondo una ricerca della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF), l’obesità è particolarmente diffusa tra le persone con disturbi mentali: il 17% dei pazienti seguiti nei servizi di salute mentale è obeso, rispetto a circa il 10% della popolazione generale, con un rischio quasi triplo tra i giovani. Studi indicano inoltre che chi soffre di depressione, disturbo bipolare o schizofrenia ha un rischio doppio di sovrappeso e obesità.
Gli esperti sottolineano quindi la necessità di un approccio terapeutico multidisciplinare e di lungo periodo, che integri salute fisica e salute mentale. Anche nell’obesità infantile si punta su interventi precoci che coinvolgano alimentazione, attività fisica e famiglia.
In occasione della Giornata mondiale dell’obesità del 4 marzo, associazioni e specialisti ricordano infine che l’obesità è una malattia complessa e multifattoriale, e invitano a combattere stigma e discriminazione che spesso impediscono alle persone di chiedere aiuto.